La frase “l’importante è la salute” credo che in questi due ultimi anni sia stata rivalutata.
In effetti, solo quando non ci sentiamo bene o un nostro caro si ammala pensiamo alla sua importanza.
In verità sono molto stupita che l’umanità pare accorgersi di questo bene prezioso solo da questi due anni a questa parte e nonostante ciò, continua ad occuparsene in modo molto superficiale.

Forse non mi conosci o non conosci la mia storia.
Sono andata in menopausa all’età di 27 anni e da quel momento ho seriamente capito che la salute era nelle mie mani.
Non che prima non lo fosse o non me ne occupassi, ma lo facevo più per una questione estetica.
Dopo i vent’anni ho sempre fatto attenzione a cosa mangiavo e all’attività fisica, senza esagerare, ma la mia era una pura e semplice ricerca esteriore.

Dopo quel verdetto sul tavolo di quell’illuminare di ginecologia, il quale mi prescriveva una terapia ormonale, lui come tutti i medici visitati allora, capii che sarebbe stato giusto informarmi.
Istintivamente non mi veniva proprio di prendere quel farmaco “per la vita”, ci sono delle scelte che non sono razionali, ma ataviche e quella è stata una di esse.

Nonostante il bombardamento psicologico di altri ginecologi che mi dicevano: “vai incontro a invecchiamento precoce, osteoporosi, cancro alla mammella” e via dicendo, io ero certa che non poteva essere l’unica soluzione.
Inizia a documentarmi, comprai libri, ascoltai pareri diversi e sentii nella profondità del mio essere che, l’unico modo per mantenere il mio corpo sano era cambiare stile di vita.

Noi pensiamo che una malattia o una patologia sia solo qualche cosa di fisiologico, e questo pare essere l’unica via per come l’occidente tratta il paziente: sintomo=farmaco.
In quel caso voleva dire: menopausa precoce = tso, terapia sostitutiva ormonale.

Per le tradizioni orientali, come la medicina ayurvedica o cinese, il sintomo è dato da uno squilibrio globale dell’essere, che non coinvolge solo il corpo di carne, ma anche il corpo mentale, emotivo, animico e viene valutato anche il contesto sociale in cui la persona vive.

Vorrei ricordare che noi nasciamo sani, la malattia è qualche cosa che si manifesta solo nel tempo, se non in casi rari.

Anticamente in Cina si andava dal medico quando si stava bene ed il medico veniva pagato per mantenere lo stato di salute del paziente, nel momento in cui si ammalava non veniva più retribuito, perché non aveva fatto bene il suo lavoro.
Noi ci rechiamo dal medico solo quando non stiamo bene, ma precedentemente cosa abbiamo fatto?
Come abbiamo trattato il nostro corpo di carne?
Che carburante abbiamo utilizzato per la nostra macchina biologica?
Quale attività abbiamo svolto per permettergli di respirare, ossigenarsi, rimanere elastico e tonico?
Con quali tipi di emozioni abbiamo nutrito il nostro cuore?
Con quale sorta di azioni abbiamo dato cibo all’anima?
Di quali persone ci siamo circondati, quali paesaggi hanno nutrito i nostri occhi?

Nel mio ultimo viaggio in India nel 2017, la prima domanda che mi fece la dottoressa ayurvedica, con la quale avevo deciso di intraprendere un percorso di purificazione chiamato panchakarma (in Italia c’è un centro ottimo www.joytinat.it) fu:

– Sei felice?

Ne rimasi sorpresa, ma allo stesso tempo la sua domanda era più che lecita.
Essere sani non significa solo non avere patologie, ma se esse si manifestano, dovremmo chiederci: da quale terreno sta nascendo quella pianta che chiamiamo malattia?

No, non sono un dottore, però sono una persona che si prende la responsabilità del proprio stato di salute, sapendo che in parte dipende dal mio stile di vita: cosa mangio e cosa faccio, dalle mie emozioni ed i miei pensieri e si in parte anche da un patrimonio genetico e karmiko.

Mia zia andò in menopausa a 30 anni, era obesa tanto che non riuscire a camminare.
Se io avessi mangiato come lei e non avessi cambiato la mia vita, in tutti i sensi: lavoro, spiritualità, alimentazione, mi sarei ammalata anche io, di questo ne sono certa.
Il mio cambiamento è nato da un’esigenza di sopravvivenza, non solo fisica, ma anche mentale, emotiva e spirituale.

Non posso negarlo, il mio corpo funziona in maniera diversa da allora, tendo ad avere più cellulite, tessuti atonici, adipe nell’addome, ma quello che faccio per sorreggere il corpo, gli stimoli con la quale nutro la mia mente, il tipo di fertilizzante che utilizzo per le mie membra, dipende solo ed esclusivamente da me.

Nella vita mi sono ammalata di dengue, malaria e ho preso due volte il covid.
Malattie tutte potenzialmente mortali, le prime due molto di più rispetto all’ultima.
Forse sono stata fortunata, forse non era la mia ora, e forse queste malattie non hanno trovato terreno fertile sulla quale attaccarsi, perché il mio corpo è fortemente nutrito da salute fisica, mentale ed emotiva, della quale me ne occupo tutti i giorni.

Prendersi cura con responsabilità di noi stessi, senza diventare maniacali, dovrebbe essere il nostro primo dovere, come l’ayurveda insegna.
Non un hobby, non una scelta dettata da una situazione estrema, ma da un sano e rispettoso dovere etico che abbiamo nei confronti della vita.

Quando avremo un sincero amore per noi stessi lo avremmo anche nei confronti del pianeta, perchè comprenderemo nutrirci da esso: dalla sua terra, della sua aria e dalla sua acqua.
Avremmo più amore per gli altri perché sono le relazioni che ci curano e avremmo una visione anche più equilibrata della morte, che niente altro è che la continuità di un viaggio infinito per l’anima.

Come dice la mia cara amica Marilù Mengoni www.psicoalimentazione.it
“Voglio che la morte mi prenda viva”

Essere sani è un diritto che acquisiamo alla nascita, mantenere questo stato una nostra responsabilità.

Mi impegnerò a scrivervi di più su questo argomento, mettendo a disposizione tutto quello che mi è utile, perché ho capito che bastano poche e semplici regole quotidiane per cambiare la qualità dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti e quindi della nostra stessa vita.

Se vuoi iniziare a prenderti cura di te stesso, il 12 gennaio iniziamo un viaggio alla scoperta delle 8 qualità della nostra anima, scopri il viaggio cliccando qui.

With Love
Radhika Ivanka

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