Giovedì scorso, nel sorpassare un camion sulla statale che collega Cesena a Roma, mi sono arrivati sul parabrezza due grossi pezzi di legno che l’hanno sfondato completamente.
Non so come abbia fatto, ma sono riuscita a non sbandare, a rimanere lucida, ad accostare, nonostante non vedessi nulla.
 
Ero abbastanza sotto schock, e lo sono rimasta per un paio di giorni.
Mi sono poi resa conto di quante varianti potevano esserci in quell’episodio, varianti molto più gravi del aver rotto solo il vetro della macchina, considerando anche che, sia la carrozzeria, ma soprattutto il mio corpo, sono rimasti completamente illesi.

Avevo previsto di arrivare nel luogo dove ero diretta per pranzo, il pranzo l’ho saltato chiaramente, ma sono comunque arrivata puntuale per iniziare il corso alla quale dovevo partecipare.

Nei due giorni successivi mi sono lamentata di tutto: di come la polizia ha gestito l’incidente, di come l’assicurazione non rispondeva alle mie chiamate, di come nessuno si sia veramente interessato a me, anche tra quelli che sapevano dell’accaduto e che avrebbero potuto fare qualcosa.

Poi ieri, durante la mia pratica quotidiana, nel rilassamento, ho rivisto tutto l’accaduto con chiarezza, ed ho provato un senso di infinita gratitudine.

Quante cose avrebbero potuto succedere in verità?
Ci sarebbero state infinite varianti molto più drammatiche.
Invece no, ero li, stavo bene, con solo un piccolo danno alla macchina, prolungando anche il mio soggiorno, in uno dei posti che amo di più al mondo, pagato anche dall’assicurazione per i giorni in più.

Questo mi ha fatto riflettere non solo sull’accaduto, ma su come in verità, ogni nostro giorno è benedetto, proprio perché per la maggior parte del tempo non ci succede nulla.
Noi notiamo solo quello che accade, e che non ci piace, ma quello dalla quale siamo salvati è invisibile, ed è per questo che non abbiamo innato il senso della gratitudine, perché non vediamo.

Noi ci sentiamo sfortunati quando qualcosa accade, ma perché invece non ci sentiamo fortunati in tutti quei giorni in cui tutto va liscio? Oppure fortunati per come le cose in verità potrebbero sempre andare peggio di quanto accade e pensiamo?
Anche quando qualcosa non va secondo i nostri piani, in fondo in fondo, non sappiamo se quel cambio di programma ci ha salvato da tribolazioni peggiori.

GRATITUDINE
quello che sento è di essere grata non solo oggi perché sono salva, ma sempre, per quello che la vita mi dona, mi toglie, mi da o non mi da, non secondo i miei piaceri personali, ma secondo la sua intelligenza, che è certamente più saggia di me.

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Con amore e devozione
Radhika

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