L’ altro giorno il Maestro dell’Ashram in cui mi trovo, ha raccontato una storia:

In una notte fredda e tempestosa, un signore suona il campanello di una casaChi è?

Sono Giovanni amico caro di tuo padre Mario Rossi, mi ha detto che tu mi puoi aiutare

“Certo, ti apro sali”

L’uomo tutto bagnato si accinge a fare le scale e subito viene accolto da Roberto, un bel giovannotto.

“Prego entra pure, ti porto un asciugamano e degli abiti asciutti”

Roberto si occupa subito di lui, preparandogli anche un pasto caldo e il letto per dormire considerando la tarda ora.

“Cosa posso fare per te?”

“Tuo padre mi ha detto che lavori all’inps, stiamo aspettando da tanto tempo la pensione d’invalidità per mia moglie che è malata, non è che magari mi puoi aiutare a velocizzare le pratiche? Ne abbiamo davvero tanto bisogno”

“Certo Giovanni, non ti preoccupare, domani mattina quando vado in ufficio sarà la prima cosa che farò, adesso mangia e riposati”

“Grazie di cuore, tuo padre me l’aveva detto che sei un caro e bravo ragazzo”

L’indomani Roberto come prima cosa, si reca all’ufficio contributi e riesce ad ottenere immediatamente la pensione d’invalidità per la moglie di Giovanni.
Tornando a casa, compra anche dei cornetti e prepara una bella colazione per l’ospite.
Quando rientra in casa, Giovanni è già sveglio.

“Buon giorno Giovanni, hai dormito bene?”

“Si grazie, era tempo che non riposavo così serenamente”

“Ho una bella notizia per te, prima di tutto una buona colazione ti attende e poi guarda, qui ci sono tutti i documenti per la pensione di tua moglie”

“Oh mio Dio grazie di cuore Roberto!”

I suoi occhi brillavano di gioia e lo volle avvolgere in un caloroso abbraccio.
Quando si recò alla porta pronto per tornare a casa disse:

“Grazie, ancora tanto per tutto quello che hai fatto per me e salutami tanto il tuo caro padre”

“Bene Giovanni, però adesso devo dirti una cosa, io mi chiamo Rossi di cognome, ma non sono figlio di Mario, non ho idea di chi sia e non lavoro all’inps”

“E allora, perché non me l’hai detto prima?”

“Perché volevo semplicemente aiutarti”

Una riflessione è stata profonda, perché quante volte nell’arco della giornata agiamo senza interesse?
Non solo nei confronti degli altri ma in generale nella vita.
Mi sono accorta come ogni nostra azione sia sempre mossa da un fine e da uno scopo e questo potrebbe anche essere giusto, ma quanta aspettativa nutriamo nel risultato?
Quali possono essere le conseguenze, se alla fine non riceviamo quello che speriamo o per il quale abbiamo agito?
Spesso rabbia, frustrazione, bassa autostima e altro.
Ho pensato che potremmo iniziare ad agire senza interesse, senza aspettative, ma solo e semplicemente con l’intento di amare, noi stessi ed il prossimo, a me tutto questo da un senso di totale libertà… e a te?

With Love
Ivanka

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