Oggi piove ad Ubud,

tanto per cambiare… da altra parte è il periodo delle piogge!

Ma questa mattina sono felice che non posso uscire con il mio motorino, domani parto per un posto nella giungla che non sono bene neanche dov’è, anzi non lo so proprio.

So solo che andro’ a fare un lavoro sciamanico per iniziarmi verso la danza dei 4 elementi.

Devo preparare il bagaglio e non ho voglia… amo viaggiare ma detesto fare le valigie.

E’ la mia ultima settimana qui a Bali, ultima si fa per dire, perché so già che tornerò spesso e a breve.

Questo viaggio è stato davvero importante ed iniziatico per me.

Ero molto indecisa se partire o no, poco prima della mia partenza il vulcano aveva iniziato ad eruttare e come al solito le persone che ti stanno vicino e che ti vogliono bene, sabotano un po’ il tuo progetto per essere sicure che niente ti accadrà, ma quel niente esclude anche le cose belle.

Per fortuna ho dato ascolto alla mia voce interiore e sono partita lo stesso.

Sembra incredibile che nello stesso pianeta terra esistano posti come questo:

Ubud in particolare è un concentrato di spiritualità.

Ogni persona che incontri sta facendo un percorso interiore consapevole, ognuno al proprio livello, ma tutti alla ricerca di se.

Si trovano guaritori di ogni tipo, discipline antiche ma anche innovative, ed io sono riuscita a trovare quello che da tempo cercavo.

Qualche anno fa sono finita a fare un workshop di danze guaritrici a Varsavia, ne rimasi meravigliata, adoro ballare, ed utilizzare questo per crescere spiritualmente mi piace ancora di piu’. Ho frequentato diversi ashram e alla volte certi cammini spirituali possono sembrare molto austeri. Il mio amore per la danza libera mi faceva sentire alle volte troppo mondana.

Potrei andare in discoteca e con la musica giusta ballare per ore, bevendo solo acqua.

Questo mi faceva sentire in colpa considerando alcuni percorsi yogici.

Ma era solo un mio limite mentale.

Siamo noi che ci mettiamo i paletti.

A Bali scopro che organizzano le cosi dette Ecstatic Dance, dove si balla per un ora e mezza, cercando di esprimere se stessi attraverso il movimento. Nessuno ti giudica, nessuno vuole niente da te, perché sei solo tu che balli per e con te stesso, non è una performance artistica,

tutt’altro, ma l’espressione libera di chi sei, attraverso il suono ed il movimento.

L’acqua è gratis e al massimo bevi dei sani e buoni centrifugati di frutta e verdura, la droga che si spaccia in queste sale da ballo è il RESPIRO, l’aria, l’ossigeno che è gratis e fa molto bene.

Incontro Malaika, la dj della prima Ecstatic a cui partecipo. Scopro che organizza a maggio un training per guidare la danza degli elementi. “Hoo mio Dio” mi dico, fantastico lo voglio fare! Solo che il tutto dura tre settimana, perché prima del training bisogna fare una settimana di preparazione. Scendo dall’entusiasmo e mi dico: “no non posso stare via ancora tre settimane! Vuol dire che non fa per me…”

Ma l’idea di questo training continua a girarmi nella testa, cosi la contatto. Le spiego che sono a Bali ancora per due settimane e che quindi, se vuole, possiamo fare la preparazione in questo tempo, cosi potrò venire solo per le 2 settimane di training.

Ci troviamo, viene da me in hotel, facciamo colazione assieme per conoscerci, e lei per capire se è una cosa che si può fare o no.

Malaika mi racconta in breve la sua vita, ed io la mia. E’ una donna forte, ma dolce allo stesso tempo, piena di umanità, amore, ben radicata alla terra, ma allo stesso tempo incredibilmente connessa con il mondo superiore.

Ci sono quelle persone che ti piacciono subito al primo istante, lei è una di quelle.

Si vede che non ha maschere, è quella che vedi.

Dopo qualche giorno mi risponde “Ok Ivanka, Let s do it”.

Domani parto per la giungla, sono un pò nervosa l’ammetto, ma mi fido di lei.

Pensavo di fare l’ultima settimana a Bali al mare, magari in uno di quei posti super turistici dove si balla e ci sono i surfisti… Invece no, andrò in the middle of the jungle, con una sciamana a ricevere iniziazioni che solo io,  lei, madre terra e padre cielo vedremo.

Sapete cosa ho capito qui? Che bisogna lasciarsi trasportare dalla vita.

Spesso abbiamo l’arroganza di pensare che siamo noi a condurre il tutto, bè non è cosi’,

noi possiamo solo lasciar scorrere il flusso della vita che scorre dentro e fuori di noi,

senza opporre resistenza, ho capito che meno si agisce meglio è.

Viviamo in tempi in cui bisogna fare, fare , fare e fare… No, ci sono momenti come questi in cui è bene non fare niente. Oggi piove, ottimo! Non faccio niente, perché io non sono quello che faccio, io non sono quello che penso:

IO SONO, e questo deve bastare!

NAMASTè

Ubud, 19 gennaio 2018